Costruzioni altro uso

‘Al Sei’

b&b

6 CAMERE, 1 ARCHITETTO, 8 ARTISTI

 

Nel cuore di Varese si assiste ad una originale contaminazione tra ospitalità e installazione artistica.

Nasce “Al sei rooms”: una palazzina dei primi del novecento rivisitata e adibita a camere. Ma non solo struttura ricettiva, anche  spazio per l’arte, in particolare per l’arte urbana, un ibrido complesso e intrigante.

La contaminazione è subito denunciata all’esterno, le facciate scandite da fregi tardo liberty si affiancano e convivono con una imponente facciata cieca connotata da un murale degli artisti Seacreative e Vine.

La vocazione artistica richiama attenzione, i passanti alzano la testa, guardano, si fermano stupiti.

All’interno il vano scale accoglie altre opere, diventa una “vertical gallery” che ospita mostre, opere d’arte in un continuo divenire.

I volti degli Urban Solid, quale opera permanente, accolgono e accompagnano gli ospiti lungo le scale, sorridono sornioni anche dietro agli occhiali.

Gli spazi, dominati dal colore bianco, sono un continuo susseguirsi di opere, ogni sala, ogni camera, ogni particolare porta la firma di un artista diverso, street artists, illustratori, graphic designers, danno vita ad una serie di installazioni, capaci di accogliere, ospitare e emozionare.

L’arredo, pressoché uguale in tutte le stanze, lascia libere le pareti che si fanno murales grazie alla creatività di street artists e writers internazionali: Seacreative, Kraser, Ravo, Vine, Fresh, sono solo alcuni dei nomi.

Gli ospiti vengono coinvolti in questo gioco artistico tanto da scegliere le camere dove dormire, connotate con il nome dell’artista che le ha personalizzate.

La struttura diventa contenitore capace di accogliere e contenere ospiti, pitture, sculture, installazioni, idee, creatività, in un prosieguo senza fine.

 

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